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Lettori fissi

lunedì 1 novembre 2010

PostHeaderIcon eau de oloturia



La location è cambiata! Dopo avervi lasciati in 2 giornate di suspance, vi scriviamo dal devastato pontile dell’impianto; sopra di noi un tropicale cielo stellato, il clima è finalmente tornato ad essere quello di una rispettabile isola tropicale e tutto va bene. La maggior parte di noi –per non dire tutti- ostenta al momento un colore che varia dal fragola all’aragosta, in quanto siamo reduci da una giornata in barca. Partenza alle 8e30, traghettati da Stanley, siamo stati portati a catturare le varò (canocchie giganti) e i pesci pagliaccio. Un gradevole pic nic sui motu (a base di panini, frittelle, birra e coca cola) ha diviso le attività venatorie mattutine da quelle pomeridiane, e ancora una volta abbiamo potuto godere della disponibilità e delle infinite conoscenze di Stanley. Il bottino di guerra consiste dunque in 1 varò (da aggiungersi alle 9 già presenti nell’impianto) e 6 pesci pagliaccio.

L’inizio della giornata è stato segnato da un momento di lutto: uno dei due pesci pagliaccio che avevamo catturato ieri è morto durante la notte, e Mauro ha stabilito che la morte è stata causata da una sindrome di stress, ed ha per questo deciso di svuotare e sterilizzare con varechina tutte le vasche che con tanta fatica avevamo rimesso in sesto, pulito ed avviato negli scorsi giorni; dopo questi momenti di dramma mattutino, tuttavia, la giornata è stata davvero piacevole. Visto che ieri vi abbiamo lasciato all’oscuro su ciò che accadeva qui SULL’ISOLA, vi facciamo un rapido riassunto: un gruppo di noi si è dedicato alla prima caccia per popolare le nostre vasche, un altro si è occupato di faccende da desperate housewives quali pulizia di bungalow seguente un trasloco e spesa per tutta la comunità. Nel frattempo Marco ha avuto l’onore di far parte della ciurma di una barca polinesiana, partecipando ad una gara che prevedeva un cospicuo premio per chi avesse pescato il pesce più grosso per ogni categoria (marlin, tonni, bonito..); la barca sulla quale pescava Marco ha pescato un esemplare per ogni specie, tuttavia non hanno vinto, ma senza alcun dubbio il nostro giovane pescatore ha trascorso quella che probabilmente è stata una delle giornate della sua vita che ricorderà per sempre (come souvenir ha anche una discreta scottatura). Dopo la gara, siamo stati invitati a cena da Stanley insieme a lui e alla sua famiglia che di giorno in giorno sembra arricchirsi di nuovi componenti che arrivano a Bora in occasione della ricorrenza di Halloween e 1 novembre, evento che sembra essere molto sentito qui. La cena è stata memorabile, Stanley ha amorevolmente cucinato per noi i suoi “scampi speciali”, con una speciale salsa, e un bouche de can, uno dei pesci pescati da lui e Marco un paio di mattine fa. All’ottima cena, che è stata preceduta da una discreta quantità di birre Hinano, è giunto il momento dei cocktail, preparati per noi da Karim, il vicino di bungalow franco-marocchino di Eleonora. Il tasso alcoolico del gruppo è notevolmente salito in questo post-cena, e tutti i diverbi ittici e non si sono appianati. Un contributo alla preparazione della cena è stato dato da Enrico, che con possenza e impegno ha preparato litri di latte di cocco e aiutato il padrone di casa con la cucina (ricoprendosi di scaglie di cocco da testa a piedi). Ritornando ad oggi, una volta rientrati dalla caccia alla varò e ai giovani Nemo, li abbiamo messi all’interno delle reti a mare che ieri Marco, Enrico ed Eleonora hanno temerariamente preparato incuranti del diluvio che ancora affliggeva l’isola. Domattina ancor prima di far colazione ci premureremo di controllarne lo stato di salute e nutrirli, sperando di non dover affrontare altri lutti.


PS: questo post doveva essere pubblicato ieri sera, ma a causa del assenza di internet l'abbiamo aggiunto ora.

sabato 30 ottobre 2010

PostHeaderIcon Indiana Geco




Nonostante la stanchezza serale e la scarsità di commenti da voi lettori dell'altro emisfero, continuiamo imperterriti a postare, rendendovi partecipi delle nostre giornate. Ironia della sorte, quest'oggi nella SOLEGGIATA Bora Bora ha diluviato a tratti in maniera davvero fastidiosa, spazzato le spiagge un vento impetuoso e imperversato un maltempo che ha instillato in alcuni di noi (vedi Eleonora) una meteoropatia compulsiva. Nella prima mattina, incuranti del tempo terribile, Eleonora ed Enrico si sono spinti sino al largo sulla piroga (quella ripescata durante la battuta di pesca dell'altra mattina), non senza difficoltà, ma ricavandone un'immensa soddisfazione. Più bicipiti per tutti, insomma. Dopodichè ognuno di noi ha tentato (per quanto concesso dalla pioviggine incessante) di produrre qualcosa; Giulia avvolta nel suo k-way ha raschiato alghe dai tubi delle vasche a mare; Marco ha lavorato su una nassa da pesca; Enrico ha affrontato l'impetuoso mare alla ricerca di tridacne ed ennesime spugne (scatenando il terrore nel gruppo quando ad un certo punto è scomparso); Eleonora -dopo aver tentato di imparare a fare dei nodi tecnici senza troppo successo- ha legato le reti cilindriche per i pesci ornamentali all'interno di una vasca a mare, arrampicandosi agilmente in bilico tra la piroga e il profondo blu. Un momento epico e di enorme pathos ha coinvolto una rete ed un geco. Nel bel mezzo dell'oceano, da una delle reti è sbucato un piccolo geco che è accidentalmente caduto nell'acqua; la regina dei gechi (Eleonora) lo ha prontamente salvato incurante del pericolo e delle intemperie; il geco (denominato poi Indiana Geco) è stato tenuto in salvo appoggiato sul suo decolletè fino al termine delle operazioni svoltesi in alto mare. Esaurite queste la piroga è stata abilmente ricondotta a riva, e il geco portato in salvo; ora abita all'interno della valigia di Eleonora, che ha così lenito il dolore per lo smarrimento di Alfredo, il precedente geco domestico al momento disperso. Le attività mattutine sono state alquanto produttive, grazie alle capacità venatorie di Marco possediamo ora due graziosissimi pesci palla, una coppia, tra l'altro in dolce attesa. Alice, volutamente non menzionata finora, ha tenuto la sua persona al caldo e al sicuro all'interno del container, fingendo di fare ricerche botaniche online, quando invece probabilmente intratteneva le consuete relazioni sociali o faceva origami. Sta nascendo un amore sull'isola, ma per ora vi lasciamo in sospeso. Vi comunichiamo invece che la nuova edizione del Grande Fratello si svolge qui a Bora Bora; siamo infatti costantemente monitorati da svariate telecamere, le quali invadono la privacy persino delle povere Canocchie, neppure libere di fare la muta senza essere spiate. Tornando a noi, la videocamera più invasiva è probabilmente quella che punta alla toilette dell'impianto, fornendo dunque a Mauro (il Grande Fratello) informazioni dettagliate e tangibili dati sulla nostra regolarità intestinale. Nel laboratorio delle sopra citate povere Canocchie si è sfiorato il dramma quest'oggi: una soluzione zuccherina contenuta in un recipiente pirex e risalente alla guerra di Secessione è scoppiata probabilmente a causa della troppa pressione accumulata, facendo DETONARE una lampada al neon e fornendo ulteriore stress ai poveri animali. Non essendo -a quanto pare- sufficiente il disagio causato da questa esplosione, il laboratorio umido si è anche allagato. L'unica attività produttiva di Alice quest'oggi è stata la caccia ai granchi (che ci serviranno per la prova dell'appetibilità dei mangimi da noi creati) durante la quale, beccata dalle pinze di uno di questi, lo ha lanciato ad altezza vertiginosa urlando come un gabbiano isterico, per poi farlo cadere rudemente sulla sabbia. E' stata fatta, durante questa caccia, anche un'importante scoperta archeologica: sepolta sotto la sabbia, Eleonora ha rinvenuto una vecchissima teiera dall'esotico, antico e misterioso aspetto, ricoperta di alghe spugne e orpelli marini di vario genere. Questa è ora trionfalmente esposta sulla veranda, testimone di gloriose epoche passate e antiche ore del tè.

Umidi omaggi, Enrico (il programmatore di cene a lungo termine), Marco (il pesca pesci palla -di pelle di palla fatta da pesce di palla di pelle), Alice (la nullafacente erboristica), Giulia (la fredda punkabestia), Eleonora (la signora incontrastata dei gechi).

Bora Scriptum: Sottolineiamo che Alice, Enrico, Giulia e Marco continuano a rifiutarsi di scrivere, sostenendo di non essere in grado di produrre degli scritti interessanti e mettendomi in mano il pc con aria arrogante ogni sera. Saluti e COPYRIGHT dalla scrivana obbligata, Eleonora.
venerdì 29 ottobre 2010

PostHeaderIcon Pomi di corallo e manici di oloturia-

Dato che la nostra scriba di fiducia (Eleonora) è ufficialmente in sciopero, tocca a me postare qualcosa sulla nostra sesta giornata Boraborense (e sono tutti oloturie vostre, dato che non ho la sua brillante, splendente e inossidabile proprietà di linguaggio e ironia pungente).
Pare che i notevoli anatemi da voi inviati, inizino a fare effetto... Oggi è piovuto TUTTO il giorno, la nuvoletta che staziona fissa sopra Bora Bora ha deciso di giungere fino al mare e dopo la solita colazione a blatte, biscotti e marmellata, abbiamo avuto la mattinata libera per andare in centro a Vaitape...ovviamente sotto la pioggia.
Primo problema: come portare sei aspiranti idioti da qui a lì senza un mezzo di trasporto? Una immaginaria coscia scoperta (nota anche come pollice in su), ci ha permesso di recuperare un passaggio da un pick up di un giovane polinesiano al quale la ciurma femminile non ha fatto a meno di commentare e ammiccare. Ripreso contatto con il suolo, ci siamo messi a gironzolare per l' unica via che pare esserci per la cittadella e tra un negozietto di perle e uno di frutta e torte al mango siamo giunti al negozio di elettronica, dove avremmo dovuto controllare il prezzo per una nuova stampante e acquistare un HUB (tripla USB per consentire di coprire tutto il centro con una rete wifi). Dico dovremmo perché al nostro ritorno avevamo pane, vivande e bevande varie, ma non l'agognata HUB, che ha scatenato in Mauro un attacco isterico. Risultato: è sparito per un paio di ore con una delle biciclette in dotazione chiudendoci fuori dall'impianto, e noi abbiamo pranzato.
Nel frattempo Alice ed io ci siamo messi a preparare un Tiramisù da offrire in sacrificio al Dio Stanley come ringraziamento per le notevoli attenzioni forniteci (Giulia, che oltre alle marmellate, professava di avere un'esperienza quasi decennale nella sua preparazione, nel momento del bisogno pare aver avuto un fase di TRANS ed è sparita dal suo corpo, lasciandoci soli in questa impresa; Eleonora incollava figurine di pesci e Marco si era invece fuso con portatile di Eleonora alla ricerca di tecniche Maori per la pesca delle carpe).
Forse a causa delle esalazioni di mascarpone,ho scoperto il corrispettivo polinesiano del mostro di Lochness, battezzato da noi Blattness; inoltre, notizia che manderà in crisi Pietro, Luca e Andrea, i due cani che pensavamo essere una coppia, Poldo e Mary, è invece un pacs, in quanto Poldo è Polda...
Al ritorno del gruppo al centro, e dopo l'attesa del ritorno di Mauro, abbiamo iniziato a vagare in cerca di cose da fare: io mi sono ingegnato nella costruzione di un retino da plancton, Alice ha continuato la sua ricerca bibliogafica sul fagiolino di Tupai, Marco e Eleonora la preparazione di manicaretti per le varò e Giulia... ...vagava dall'uno e l'altro fino a giungere da Nadia, la quale le ha spiegato come estrarre zooxantelle dai tessuti di coralli e tridacne.
Alla sera la nostra nuvoletta ha deciso di donarci una tregua consentendoci di gustare una pietanza marocchina a base di riso e agnello con mandorle e prugne, gentilmente preparata da Karim (un ragazzo inquilino di Stanley).

Un saluto dalla umida e ventosa Bora Bora.

p.s. Eleonora si riserva il diritto di informarvi che l'italiano di questo post è stato pesantemente corretto da lei mentre beveva il suo caffè mattutino.